Si preannuncia uno scontro?

Assolutamente no. È, invece, l’occasione giusta di riflettere per mettere a confronto due opposte concezioni di marketing

Nuove tecniche inbound contro impostazione tradizionale pubblicitaria: è il momento di esaminare le peculiarità dei due approcci strategici per poter scegliere, a ragion veduta, quello più rispondente alle proprie esigenze.
Partiamo, dunque, prendendo in considerazione l’outbound marketing e le relative le metodologie di vecchio stampo:

  1. Cercare nuovi clienti raggiungendo la quantità più vasta possibile di persone
  2. Trasmettere attraverso i mass media (radio, tv, giornali), la cartellonistica e il volantinaggio, un messaggio pubblicitario standardizzato che comunichi l’identità del brand e le caratteristiche del prodotto
  3. Inviare mail dal contenuto persuasivo stereotipato (cioè non differenziato in funzione dei destinatari) ad intere liste di contatti
  4. Presenziare in fiere ed eventi con un forte investimento di tempo, energia e risorse economiche

I quattro punti appena elencati hanno in comune un principio di fondo: centrare l’attività di marketing sul brand. Ciò che conta è costruire un messaggio pubblicitario che trasmetta una determinata immagine dell’azienda e del prodotto alla gente, considerando tutti indistintamente consumatori da conquistare. Il messaggio/spot agirà, in quel caso, facendo irruzione negli spazi delle persone raggiunte e interrompendo le loro attività.

Sottolineiamo come queste modalità abbiano costi estremamente elevati a fronte di una notevole dispersione degli sforzi effettuati: esempio spicciolo ma adeguato è la naturale tendenza a distrarci quando la pubblicità interrompe la visione televisiva che stavamo effettuando, la scelta di cambiare canale per opporsi ad una comunicazione indesiderata. Oppure il volantino appena ricevuto, gettato in un cestino pochi secondi dopo… è il risultato di un marketing che non è attento alle caratteristiche dei destinatari ma tenta, invece, di pescare a strascico i clienti.

Valutiamo, adesso, cosa ci propone l’innovativa impostazione inbound…che tanto innovativa, in realtà, non è considerato l’ampio utilizzo che già ne è stato fatto soprattutto oltreoceano dove migliaia di aziende hanno incrementato, grazie ad essa, il proprio successo .

  1.  Non cercare i clienti ma semplicemente farsi trovare da chi già è in cerca del prodotto o del servizio che offriamo
  2.  Elaborare il messaggio in funzione delle caratteristiche dell’utente: “parlare la sua lingua”, conquistare la sua fiducia, offrirgli le risposte che cerca
  3.  Inviare mail su misura dei destinatari dei quali è essere stato accertato l’interesse.
  4.  Accedere al mercato internazionale pur rimanendo fermi nella propria sede, grazie alla presenza sul web caratterizzata da una buona visibilità nei motori di ricerca.

I quattro punti esplicitati rivelano che l’inbound marketing si fonda sulla centralità dell’utente: occorre conoscere le sue abitudini, le sue domande, i suoi interessi per convertirlo in cliente. Allo stesso modo, sarà poi più semplice fidelizzarlo. Non occorre essere invasivi, non è opportuno interrompere le sue attività cercando di carpirne l’attenzione. Ciò che conta è sapersi far trovare come risposta alle sue esigenze.

L’utente è il protagonista. L’investimento economico per sostenere quest’approccio è di gran lunga inferiore ai costi di una campagna pubblicitaria tradizionale. La comunicazione mirata, inoltre, consente una minore dispersione del messaggio: i tuoi contenuti arrivano al destinatario in quanto cercati dallo stesso e, se sono di qualità, centreranno il bersaglio incrementando il tuo business.

Per concludere non ci resta che affermare: LA PARTITA SI GIOCA ONLINE. STA A TE SCEGLIERE LA TATTICA PIÙ EFFICACE.